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Mondo Coop

GIULIANO POLETTI NOMINATO MINISTRO DEL LAVORO

 

E’ notizia già nota ma è con soddisfazione che vogliamo sottolinearla, Giuliano Poletti, Presidente della Alleanza delle Cooperative, è stato nominato Ministro del lavoro del governo Renzi.

Per chi non lo conoscesse, Giuliano Poletti, nato a Imola nel 1951, è stato assessore alle attività produttive del Comune di Imola, presidente di ESAVE (Studi e promozione della viticoltura e dell’enologia per l’Emilia Romagna) e di EFESO (l’Ente di Formazione della Legacoop Emilia Romagna). Dal febbraio 2006 è anche presidente di Coopfond, la società che gestisce il fondo mutualistico per la promozione cooperativa (alimentato dal 3% degli utili annuali di tutte le cooperative aderenti a Legacoop). Prima di diventare presidente di Legacoop nel 2002, dal 1989 al 2000 è stato presidente della Legacoop di Imola, poi presidente regionale e vicepresidente nazionale.

Era da poche settimane stato eletto anche presidente della Alleanza delle Cooperative Italiane, coordinamento nazionale costituito dalle associazioni più rappresentative della cooperazione italiana (AGCI, Confcooperative, Legacoop). E qui i numeri si fanno importanti. Con 43.000 imprese associate rappresenta oltre il 90% del mondo cooperativo italiano per persone occupate (1.200.000), per fatturato realizzato (140 miliardi di euro) e per soci (oltre 12 milioni). L’Alleanza, tiene a ricordare Poletti, che durante il quinquennio della crisi ha accresciuto l’occupazione dell’8% nonostante difficoltà crescenti.  I cooperatori e le cooperative dell’Alleanza rappresentano, tra l’altro: il 13,4% degli sportelli bancari del Paese; il 34% della distribuzione e del consumo al dettaglio; 35 miliardi di produzione agroalimentare Made in Italy;  oltre il 90% della cooperazione impegnata nel welfare dove 355.000 persone occupate nelle nostre cooperative erogano servizi sociosanitari a 7.000.000 di Italiani. Numeri che portano la cooperazione a incidere sul PIL per circa l’8%.

In una recente intervista ad un autorevole quotidiano nazionale, Poletti ha detto che la parola chiave per permettere all’Italia di agganciare la già debole ripresa europea non può che essere programmazione. Con un’azione pianificata e ben studiata, si può raggiungere l’obiettivo numero uno: «quello di costruire una società equa dove nessuno viene lasciato nelle condizioni di inattività ed inutilità».

Una domanda che sorge quasi spontanea: cosa  rappresentano la cooperazione e l'impresa sociale?

«Un modello di sviluppo sociale ed economico fondato sul protagonismo sociale, sulla partecipazione dei cittadini. Un modello che supera la logica secondo cui la società esprime bisogni che solo lo Stato e o il mercato possono soddisfare. La nostra idea di sviluppo è quella che prevede che siano gli stessi cittadini a organizzarsi per concorrere, con Stato e mercato, alla soddisfazione dei loro stessi bisogni», aveva spiegato Poletti.

Lo stesso neo presidente del Consiglio, ha sottolineato che il terzo settore (la cooperazione ndr), visti i numeri,  può essere considerato il primo in quanto la realtà cooperativa rappresenta un altro modo di fare impresa che attraversa quasi tutti i settori produttivi: agricoltura, sanità, edilizia, servizi, turismo e tanto altro ancora.

Con tutte queste premesse, altro non ci rimane che fare un grosso “in bocca al lupo” al Ministro del lavoro, sicuri che in lui ci sia la sensibilità per cogliere le esigenze dell’economia reale, fatta di imprese e lavoratori italiani che quotidianamente si battono contro la crisi e le difficoltà di mercato”.